Oratorio

san luigi Gongaza

L’oratorio San Luigi Gonzaga è da sempre un luogo speciale nella vita delle comunità di Bussero: uno spazio aperto dove bambini, ragazzi e giovani possono incontrarsi, crescere e condividere esperienze significative. Non è soltanto un luogo di attività o di gioco, ma una vera e propria casa educativa, dove ogni persona è accolta e accompagnata nel proprio cammino umano e spirituale.

I gruppi e le attività

L’oratorio è il luogo in cui la comunità cristiana si prende cura dei più piccoli, dei ragazzi, dei giovani e delle famiglie, accompagnandoli nel cammino della vita e della fede. È uno spazio educativo dove, attraverso relazioni semplici e autentiche, si impara a crescere insieme, a condividere e a scoprire il valore dell’amicizia.

Educatori, animatori e volontari collaborano con il parroco per costruire un ambiente accogliente e familiare, nel quale ogni ragazzo possa sentirsi atteso e accompagnato nel proprio percorso di crescita umana e spirituale.

L’oratorio è così una casa aperta a tutti, dove la comunità si ritrova, condivide il cammino e impara a vivere il Vangelo nella quotidianità.

 

Vedrai che bello!

«Vedrai che bello» è quello che si dice ai bambini e ai ragazzi quando si è convinti che per loro quello che proponiamo sia un’occasione da non perdere. Pensiamo che frequentare l’oratorio lo sia! Ma per fare questo l’oratorio deve farsi “invitante”.
Le comunità educanti sono chiamate a ritrovare entusiasmo e spirito di iniziativa per realizzare esperienze che possano restare nella memoria dei ragazzi, che siano così “indelebili” da plasmare il carattere, definire le scelte e orientare la vita secondo lo stile del Vangelo.

Sapremo prendere in considerazione tutto ciò che è «bellezza» accorgendoci innanzitutto del vissuto dei ragazzi, partendo da ciò che “piace” a loro, per poterli condurre a mete ancora più alte e a frequentare dimensioni inaspettate, come quella della preghiera, dell’ascolto della Parola di Dio, della lode, ma anche della carità, dell’attenzione agli altri in modo concreto o anche proponendo di riflettere sulle situazioni della vita che hanno bisogno di un discernimento e di un’interpretazione nuova, che si fondi sul Vangelo e non si lasci deviare da pensieri solo umani e dalla cultura corrente.

«Vedrai che bello» è quindi la convinzione che è davvero possibile educare alla vita buona del Vangelo e che ogni nostra proposta può davvero lasciare il segno e far progredire nella crescita personale e integrale di ogni ragazzo.

«Venite e vedrete», disse il Signore Gesù a quei due discepoli. Il Vangelo non ci descrive che cosa videro, ma quell’invito, ascoltato come una promessa, ha cambiato la loro vita. Hanno visto dove Gesù dimorava ma soprattutto lo hanno incontrato, rimanendo con Lui, frequentandolo, come si fa con un amico e confermandosi del fatto che fosse per loro il «Maestro».

La frequentazione dei ragazzi, l’assiduità con cui si passa del tempo insieme, la ricerca della confidenza per cui i più grandi diventano amici dei più piccoli è una caratteristica dell’oratorio su cui dovremmo puntare quest’anno, dicendo ai più giovani «Vedrai che bello». La bellezza dello stare insieme, fra diverse generazioni, anche semplicemente giocando e divertendosi, «perdendo del tempo» proprio per condividerlo, grandi e piccoli insieme, alimenta la fiducia dei ragazzi e la loro disponibilità ad imparare e, perché no, anche ad imitare.

Occorre quindi che chi è chiamato al servizio educativo senta la responsabilità di conquistarsi questa fiducia, percorrendo la stessa strada del «discepolo amato», lasciando che la Parola di Dio prenda forma nella propria vita, leggendo e meditando il Vangelo personalmente, facendo in modo che non manchino mai per se stessi spazi di preghiera e ci possa essere un confronto con qualcuno che, a sua volta, guidi, come «maestro spirituale», con l’obiettivo di «rimanere» con il Signore Gesù e vivere da discepolo e da missionario.